La stazione meteo di Bovolenta (PD)

Caratteristiche Generali

Stazione Davis Vantage Pro 2 con sensori barometro, termometro, igrometro, pluviometro e anemometro.

Altitudine: 3 mslm - Latitudine: N 45° 12' - Longitudine: E 12° 36'

In dettaglio

La stazione meteo è gestita dal sig. Francesco dell'Orco. La visualizzazione dei dati è possibile grazie alla collaborazione con il sito www.meteo4.com. La stazione fa parte della rete di stazioni di Meteo4.

Bovolenta - notizie storiche

Il più antico documento storico, nel quale compare il nome di Bovolenta, risale al 1027. In questo scritto è citata la donazione di vasti terreni da parte di Litolfo di Carrara all'abbazia di Carrara Santo Stefano. Ma l'origine di Bovolenta deve essere datata molti secoli prima; lo testimoniano i resti di acquedotto romano rinvenuti alcuni anni fa ed ora conservati nel giardino antistante la scuola elementare. Nel Medioevo lo sviluppo di Bovolenta ebbe impulso dalle opere di bonifica eseguite a sud di Padova, subito dopo il Mille.

L'importanza di Bovolenta nell' XI° secolo è testimoniata anche dal fatto che la sua chiesa compare come pieve dedicata a Sant'Agostino (1090 è l'anno della sua consacrazione). Il maggior sviluppo della Bovolenta medioevale si ebbe attorno all'anno 1280, mentre un tracollo economico si ebbe sul finire del XIV° secolo, quando - nel 1388 - il castello di Bovolenta fu distrutto da una prima avanzata veneziana nel territorio padovano. Il castello stesso, ricostruito dai Carraresi ormai al declino, fu risparmiato nella seconda fase della guerra veneziana per la conquista di Padova.

L'importanza di poter disporre con sicurezza del castello di Bovolenta da parte di chi dominava su Padova si era del resto già messa in luce nella prima metà del secolo XIII°, sotto la non breve tirannide di Ezzelino da Romano. Lo ricordo una puntuale annotazione di Pietro Gherardo, storico cinquecentesco, nel suo "Vita et gesti d' Ezelino III°". Il cronista definisce Bovolenta una "fortezza" proprio per la presenza del "ben munito castello". Il castello fu poi ampliato dai veneziani, che lo adattarono a magazzino e centro di smistamento dei prodotti della zona, destinati a raggiungere la città di Venezia. Ecco la descrizione che ne fa il Marin Sanudo, che lo vide nel 1483: "il castello di Bovolenta, villa bella adorna di molte case di Venetiani, è ben situato in sula ponta dove se scontra do fiumare... il castello quadro con una torre per canto... dentro son salle, camere et salle in volto, che va attorno; in mexo è una corte discoverta con una bona cisterna". Nell'autunno del 1513 Bovolenta fu pesantemente saccheggiata dagli Spagnoli, che distrussero anche il suo castello. I Veneziani provvidero alla ricostruzione del paese, ma del castello di Bovolenta non rimase che il ricordo. La peste, che nel 1530 colpì il Veneto, non risparmiò Bovolenta. Tanti furono i morti che si ricorse ad una fossa comune lungo lo scolo che fiancheggia la strada per Padova, proprio nel punto ancora oggi contrassegnato da una pesante croce di sasso.