La stazione meteo di Vicarello (LI)

Caratteristiche Generali

Stazione Davis Vantage Pro con sensori barometro, termometro e igrometro, pluviometro, anemometro e radiazione solare.

Altitudine: 40 mslm - Latitudine: N 43° 36' - Longitudine: E 10° 26'

In dettaglio

Az. Agr. Vigneti Di Nugola S.r.l.

La stazione meteo è di proprietà dell'Azienda Agricola Vigneti di Nugola, situata presso Vicarello (frazione di Collesalvetti - LI). A breve ulteriori informazioni.

Vicarello

Località toscana facente parte del Comune di Collesalvetti (LI).

Geografia

Il territorio del comune è prevalentemente pianeggiante, e forma un triangolo tra le Colline Inferiori Pisane ed i Monti Livornesi. La parte settentrionale è costituita da un'ampia pianura, di origine alluvionale (il terreno è composto da depositi di creta argillosa), solcato dal Fosso Reale in cui confluiscono i torrenti Isola, Tora e Tanna.
La parte meridionale è invece prevalentemente collinare, attraversata longitudinalmente dal torrente Tora, ed è caratterizzata da un terreno costituito da tufo calcareo-siliceo argilloso. L'aspetto fisico del territorio è molto diverso da quello che era nei secoli passati: le trasformazioni più evidenti sono la bonifica dei terreni paludosi ed il disboscamento. La zona a sud di Pisa, fino all'area attualmente occupata da Livorno, era infatti quasi esclusivamente paludosa: ciò resta evidente nei toponimi "Faldo", "Stagno", "Guasticce", e altri ancora.
Nel corso del periodo Mediceo quest'ampia area fu man mano bonificata: nel 1554 Cosimo I de'Medici ordinò la costruzione del Fosso Reale, con la funzione di raccogliere le acqua torbe dei torrenti vicini e di prosciugare i terreni paludosi; successivamente nel 1672 esso fu riscavato per ordine di Cosimo III dall'ingegnere olandese Van der Street e dal matematico Damiano Michelini. Nel corso del '700 fu invece usato con successo il sistema delle "colmate" per bonificare i residui acquitrini. Nello stesso periodo avvenne il progressivo disboscamento delle colline, in origine totalmente ricoperte da boschi, come visibile nella lunetta di Giusto Utens con la fattoria medicea.

Storia

Il territorio di Collesalvetti conserva tracce, seppur flebili, dell'epoca romana. Il segno più evidente è la via Aemilia Scauri, oggi completamente ripresa nel suo tracciato dalla S.S. 206 (detta ancor'oggi via Emilia), lungo la quale nel 1989 è stata ritrovata una Mansio Romana nei pressi della località Torretta.
Dell'epoca medievale si hanno scarse notizie da vari documenti, in cui risultano elevate a castelli le località di Nugola, Castell'Anselmo, Parrana e Colognole, oltre alla presenza di diversi monasteri e badie. Oggi purtroppo non resta nulla di tutto ciò, tranne i toponimi Badia e Castell'Anselmo. Nel XIV secolo il territorio vede un notevole sviluppo degli insediamenti collinari, che prosegue nel XV secolo grazie la bonifica delle pianure ed alla nascita di numerose case coloniche.
Nei secoli successivi sorgono più ampie fattorie e tenute, a confermare lo sviluppo agricolo, cui si aggregano case poderali. Nei secoli XVIII e XIX si assiste ad una stagnazione demografica, seguita invece negli ultimi decenni del XX secolo dal notevole incremento della popolazione dovuto all'industrializzazione del capoluogo e delle zone di Stagno e Guasticce. Il Comune di Collesalvetti viene costituito come tale nel 1810, sotto il Granducato di Toscana; nel 1860 entra a far parte del Regno d'Italia sotto la provincia di Pisa. Nel 1910 viene modificata la sua estensione: parte del territorio a sud, con il Gabbro, passa al comune di Rosignano, mentre la zona di Stagno viene sottratta al comune di Livorno. Nel 1925 per volere del gerarca fascista Costanzo Ciano la provincia di Livorno subisce un notevole ampliamento, e Collesalvetti ne entra a far parte per rimanervi fino ai giorni nostri.

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